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IRPEF: TARTASSATI PERCHE' VIRTUOSI
Inserito il 16 novembre 2005 alle 01:11:11 da M. F..

Misiani: lo Stato ci restituisce poco, siamo penalizzati rispetto a chi spende di più

Roma


Il campanello d'allarme stavolta arriva da Assoedilizia ed è lo specchio delle statistiche più recenti: in Lombardia il contributo statale in termini di trasferimenti e di compartecipazione Irpef (4,5% del gettito) si è ridotto a circa un terzo negli ultimi quattro anni, costringendo molti Comuni in cui è più rilevante la riduzione del grado di dipendenza dallo Stato (la media è un calo dal 13,2% del 2002 al 7,7% del 2003 per giungere ad una quota inferiore al 5% nel 2005) ad «arrangiarsi», aumentando la pressione fiscale e appaltando servizi all'esterno.

Altro dato che preoccupa è l'allargamento della forbice, sul fronte del gettito Irpef, tra il contributo per abitante delle città lombarde e in generale del Nord, rispetto a quello del Centro-Sud. Così, secondo lo studio di Assoedilizia, suffragato dai dati della Corte dei Conti, Bergamo scopre di essere la seconda città italiana più «virtuosa», ma a questo punto anche la più penalizzata, tra i capoluoghi di provincia, preceduta solo da Milano, se si considera la differenza tra il gettito complessivo per abitante e quanto viene restituito dallo Stato ai Comuni a titolo di compartecipazione. Ogni milanese versa infatti allo Stato centrale un gettito netto di 4.309 euro (4.512 lordi), ma subito dopo vengono i bergamaschi con quasi quattromila euro, per l'esattezza 3.781 euro (3.959 lordi), seguiti dai bolognesi con 3.713, dai monzesi con 3.608 e dai pavesi con 3.525.

Ecco perché, secondo l'associazione che raggruppa la proprietà edilizia, «poiché la Finanziaria all'esame del Parlamento pone indistintamente a tutti i Comuni italiani gli stessi tetti di spesa, risultano sacrificati (non potendo dar corso a programmi di sviluppo) quei Comuni che presentano nei bilanci un grado più ridotto di dipendenza dallo Stato quali sono i Comuni del Nord ed alcuni del Centro Italia». Non a caso, nella speciale classifica, tra i primi dieci Comuni che versano di più allo Stato, otto sono lombardi, con le sole eccezioni di Bologna e Firenze.

L'assessore comunale al Bilancio, Antonio Misiani, non appare sorpreso da queste conclusioni: «Purtroppo queste cifre confermano un quadro che si è consolidato negli anni. Bergamo è una realtà molto ricca, che produce tanto ma che riceve pochissimo dallo Stato. È un fatto storico: il potere centrale ha cristallizzato fin dagli Anni Settanta una certa situazione e non ha tenuto conto del dinamismo successivo. Mi spiace ammetterlo, ma il fatto che la condotta di Palafrizzoni sia sempre stata virtuosa, che si siano gestite le risorse con oculatezza, rispettando il Patto di stabilità, invece di premiarci ci ha paradossalmente penalizzato, rispetto ad altre città che invece spendono di più e che sono quasi abituate a un intervento dello Stato che ripiana».

La riduzione dei contributi statali finisce per «inguaiare» il Comune di Bergamo: «Razionalizzare le spese è giusto - precisa Misiani -, ma c'è il rischio di continui inasprimenti fiscali per mantenere il livello dei servizi esistenti. Non c'è scampo: la spesa si riduce in due modi: o si chiudono i servizi, o si spostano a una società esterna al bilancio comunale. La sentenza di lunedì della Corte Costituzionale sull'illegittimità dei tagli alle Regioni conferma il disagio che stiamo vivendo. Non ci si venga però a dire dove dobbiamo risparmiare: entrare nelle singole voci di spesa, con una logica demagogica da parte del potere centrale, è solo dannoso».

Anche Assoedilizia critica il criterio della compartecipazione dei Comuni al gettito Irpef, attribuita secondo una quota indifferenziata del 4,5% del prelievo: «È penalizzante nei confronti dei Comuni più virtuosi - quelli cioè come Bergamo, in cui i cittadini versano l'Irpef pro capite più elevata -, perché più il Comune è virtuoso e maggiore diventa la forbice tra il prelievo globale ed il ritorno globale».

Se poi si allarga il fronte fiscale e si prende in considerazione non più solo l'Irpef, ma anche l'Irpeg e l'Iva, la Lombardia si scopre sull'orlo del baratro: di fronte ai 6.623 euro di tasse pagate da ogni cittadino, lo Stato restituisce solo 1.263 euro, con un saldo negativo di 5.360 euro. Che grida vendetta.

:: Articolo di M. F. pubblicato su L'Eco di Bergamo il 16.11.2005 ::

L'immagine riportata a inizio articolo è stata aggiunta da noi, perchè riteniamo sintetizzi bene i concetti espressi nell'articolo.


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