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Ecco a voi i No Global Pacifisti !!!
Inserito il 20 dicembre 2005 alle 01:11:11 da redazione.

Ma la sinistra li ha legittimati

Aggressione Borghezio

Menare Borghezio si può: firmato Ds, Rifondazione, Margherita e chi non ha avuto la benché minima sensibilità umana, ancor prima che politica, di condannare il gesto dei soliti no global. Sembrerà strano ma non una riga ufficiale è arrivata infatti dai vertici del centrosinistra, come se Mario Borghezio e la Lega fossero un circolo anonimo di collezionisti di trenini elettrici. Chi parla di etica e morale della politica, chi farfuglia sui toni della politica, chi si indigna della rissa della politica non ha avuto nulla da dire. Anzi, ha puntato l’indice contro Mario Borghezio, come se fosse lui il colpevole dell’aggressione.
Che ci faceva sul treno?, hanno detto. Lo sapeva che sarebbero saliti i manifestanti della manifestazione No Tav. È facile far notare che Mario Borghezio pubblicamente si è schierato (e non da oggi) contro l’Alta Velocità e a difesa della Val di Susa. Lo ha detto urbi et orbi. Quindi era in linea con l’oggetto della manifestazione stessa. Eppure le ha prese lo stesso. Perché? Perché è Mario Borghezio. Perché è un leghista, quindi deve morire come gli augura il sito di riferimento dei no global, Indymedia. È indecente che i partiti non abbiano nulla da dire. Quei partiti che invece sbraitano quando Borghezio in piazza (quindi mettendoci la faccia e la propria persona come suo costume) dice apertamente come la pensa. Parla, il Marione del Piemont. Fa i comizi. Promuove gesti di cui risponde sempre sul... ...piano politico e, talvolta, anche giudiziario visto che c’è spesso qualcuno pronto a rivolgersi ai giudici perché l’etichetta del razzista gli sia appiccicata addosso. Fa politica, Borghezio. E ci mette la faccia. Quella faccia che un gruppo di codardi gli voleva rompere a cazzotti.
Per questo è stato menato. Perché fa politica mandando a quel paese il politically correct. Perché se deve dire una cosa, la dice senza mezzi termini. L’hanno menato in gruppo, come conviene ai vili squadristi. Come conviene ai no global, i quali si devono incappucciare per fare politica. Devono nascondersi.
Sono quelli che menano, dopo aver marciato dietro la bandiera della pace. Dopo aver sfilato con gli agnoletti e i finti pacifisti. I quali si guardano bene dall’allontanare certa gente: fa numero, fa casino e attira quindi telecamere e giornalisti. Avete sentito uno di questi condannare il pestaggio? Ma certo che no, perché il pacifismo va bene quando diventa una clava da dare in testa a Berlusconi, a Bush e ai nemici. Questo pacifismo è intriso di odio, altro che palle…
Mario Borghezio si può menare. Così anche gli altri leghisti sono avvertiti. Arriverà il tempo in cui si potrà menare anche chi compra la Padania. Chi metterà una cravatta verde. Chi la penserà liberamente.
Non piace la fiamma olimpica e il giro di sponsor che c’è dietro? Si alzano le mani e si spegne un simbolo di per sé di pace, facendo fare una figuraccia a tutti. Non piace la riforma Moratti? E allora giù botte e uova contro il governo e la polizia. Non piace il multiculturalismo? E allora giù denunce e querele contro la Fallaci, la Lega e chi ancora non si rassegna alla bugia che siamo tutti uguali: tutti uguali un corno! Oramai a questi no global è consentito di tutto. È mai possibile?

La domanda, ovviamente, non turba minimamente la sinistra e il suo centro. Entrambi, infatti, non solo - come dicevo - hanno negato solidarietà umana e politica a favore di Borghezio ma hanno, di fatto, accreditato la tesi che menare un leghista si può. Perché stupirsi del resto? Prodi e l’Unione hanno accettato che questa gente così perbene (i no global) partecipasse con un loro candidato alle primarie. Che vi partecipasse incappucciata, cioè senza volto, cioè nascosta. E chi si nasconde se non chi non vuole farsi riconoscere? Così è libero di trasgredire al più elementare concetto di responsabilità? Prodi non ha fatto nulla per impedire che la Panzino e gli incappucciati (tra l’altro con cappucci color arcobaleno: quanta ipocrisia!) si infilassero sotto il tetto delle primarie.
Prodi potrebbe rispondere: mica potevo tenerli fuori da una competizione democratica. E invece sì, perché le primarie sono un gioco le cui regole si scrivono tra le parti e quindi le parti avrebbero potuto escludere questa rappresentazione, le cui intenzioni di rottura sono genetiche oltre che note a tutti.
Ma c’è di più: accettando la candidatura dei no global nella competizione, Prodi e l’Unione li hanno legittimati come soggetto politico tout court, senza tuttavia chiedere (e ottenere) la patente democratica. I no global, la sinistra antagonista, gli ambienti Anarco-insurrezionalisti hanno il disordine nel proprio genoma. Hanno, nello scontro con le forze dell’ordine, il loro attivismo politico. Delle battaglie politiche non gliene frega nulla e l’aggressione ai danni di Borghezio ne è la prova: vale la pena di ribadire che Borghezio è sulla stessa linea della protesta No Tav, era ed è parte della gente che è scesa in piazza e in strada. Se allora questi vili e codardi protestatori di mestiere avessero davvero avuto a cuore la questione vera, non avrebbero dovuto inveire contro l’europarlamentare leghista. E invece non solo lo hanno fatto ma, arrotolate le bandiere della pace dopo la manifestazione, hanno addirittura tentato di linciarlo. Col il silenzio complice dei Fo, dei Grillo, dei Prodi e di tanti altri esponenti che a giorni alterni predicano contro l’imbarbarimento della politica.

GIANLUIGI PARAGONE


Questo è banditismo, non certo politica


Esprimo grande, profonda, risentita solidarietà a Mario Borghezio, ultima vittima dello squadrismo rosso. Non la penso sempre come lui, ma ciò fa parte della ragion dialettica fra persone civili e perbene. Quando si aggredisce un eletto dal popolo o anche un qualsiasi signor Nessuno in ragione delle sue idee democraticamente espresse, non c'è più società, ma giungla.
Quando il pugno, il bastone, la catena o l'estintore prendono il posto del confronto dialettico, allora non c'è più la Politica, ma il banditismo. Quando gli aggressori - lo prevedo fin da oggi e con certezza matematica - non pagano (e non pagheranno) penalmente il fio della loro barbarie, allora è rotto il contratto sociale ed ognuno ha diritto a girare armato o a farsi scortare da guardie del corpo addestrate a rompere il muso ai malintenzionati. La difesa della propria incolumità fisica viene prima di ogni altro diritto-dovere. Nessuno può pensare o pretendere che non ci siano reazioni da parte delle vittime.
L'aggressione a Borghezio, insomma, non può e non deve essere sottovalutata. Non è stata una ragazzata. E non si deve, né si può porgere l'altra guancia, semplicemente perché, a furia di subire violenze, le nostre guance sono finite. Si è trattato di una dichiarazione di guerra - guerra per bande - lanciata e praticata unilateralmente da parte di gente che sa perfettamente di poterla comunque fare franca. È, peraltro, il triste annuncio di cosa potrà accadere in questo Paese, se andranno anche al governo - per il resto, dal mondo finanziario alla magistratura, occupano già quasi tutto - mandanti, amici e complici dei picchiatori rossi e dei terroristi islamici..
Va, infine, annotato, a proposito di difesa della libertà, l'assordante vigliacco nauseante silenzio dei vari Soloni a mezzo stampa.
Un virile abbraccio a Mario Borghezio.

GIANCARLO LEHNER


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