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CONTRO LA FINANZIARIA 2007
Inserito il 31 ottobre 2006 alle 01:11:11 da Francesco Anfossi.

La fronda nordista dei primi cittadini

Da Roma a Treviso, da Vicenza a Mestre, le manifestazioni contro la Finanziaria che si susseguono in questi giorni si intrecciano inestricabilmente con una questione nata prepotentemente negli ultimi anni. I giornali la chiamano questione settentrionale, facendo il verso speculare a quella meridionale di Giustino Fortunato; Umberto Bossi più sinteticamente parla del problema del Lombardo-Veneto. Gli esponenti del malcontento sono quanto mai eterogenei, a cominciare dallo schieramento di appartenenza. La questione settentrionale lega leghisti e antileghisti, laici e cattolici, destra e sinistra, ricchi e poveri, meridionali emigrati e polentoni doc, operai e dirigenti, autonomi e dipendenti. Unico denominatore: il domicilio sopra il Po, anche se più verso Oriente che Occidente. Tra i principali alfieri della fronda c'è Massimo Cacciari, il sindaco-filosofo sceso in piazza a Mestre in mezzo a un migliaio di artigiani e commercianti. Ma Cacciari non è il solo sindaco del centrosinistra a protestare. Fa parte della fronda nordista, ad esempio, anche il governatore del Friuli Riccardo Illy, già sindaco di Trieste. «C'è una distanza preoccupante tra i cittadini del Nord e l'esecutivo - lamenta Illy -: una distanza che era già emersa prima delle elezioni, ma che si è approfondita da quando l'Unione è al governo». E a Torino, a nome del sindaco Chiamparino, c'era l'assessore alle Attività produttive, Alessandro Altamura, in mezzo alla folla che gridava no alla manovra, poichè gli enti locali sono fortemente penalizzati dai tagli ai trasferimenti. Se è vero, come dice Prodi, che la Finanziaria ha scontentato un po' tutti, è soprattutto il Nord ad essere scontento.

E così l'urlo del Settentrione si unisce agli «Stati generali del lavoro autonomo» che si sono riuniti ieri a Roma, al ceto medio tartassato, alla piccola e media imprenditoria delusa e abbandonata. Tutta gente che in gran parte abita e lavora sopra il Po, visto che il 70% del Pil è concentrato da queste parti. La sola provincia di Milano significa il dieci per cento della crescita nazionale. Il malcontento raggiunge perfino i pensionati lombardi, piemontesi e veneti, venuti a manifestare a Roma perché tira aria di riforma della previdenza e sono terrorizzati di perdere i loro diritti acquisiti, dopo aver lavorato una vita per risollevare l'Italia del Dopoguerra nelle fonderie, nei cantieri, alla catena di montaggio e nelle altre fabbriche.

«Dare degli evasori agli autonomi è politicamente sciagurato», diceva l'altro ieri Cacciari dal palco di Mestre. Aggiungendo: «Non mi va il modo in cui sono trattati gli enti locali. E poi la legge non dà alcun indirizzo di sviluppo». «Fra studi di settore e aumento dei contributi previdenziali a carico di artigiani e commercianti ci chiederanno cinque miliardi di euro in più», sostiene l'attivissimo Giuseppe Bortolussi a nome della Confederazione artigiani mestrina.«La verità è che in Italia si pagano già troppe tasse rispetto alla qualità infima dei servizi sociali che si ha in cambio, cinque punti di Pil in più rispetto alla Germania».

Il teorema della questione settentrionale è molto semplice. Il Nord è la locomotiva d'Italia, è la madrepatria della libera iniziativa e della libera impresa. Il popolo delle partite Iva, degli artigiani e dei commercianti è in altissima densità in queste terre, ma in cambio dallo Stato ha ben poco. La tangenziale intorno a Mestre è un calvario quotidiano di centinaia di migliaia di veicoli, per non parlare della A4; di nuove ferrovie, strade e autostrade per favorire il commercio non si vede l'ombra. La Pedemontana, progettata negli Anni Sessanta ma ancora sulla carta, è una chimera che popola i sogni di chi vive tra Bergamo, Como e Varese. In compenso cresce la pressione fiscale. E a fronte di tutto questo il sospetto che dei soldi versati (per chi li versa, perché anche l'evasione da queste parti non scherza) finiscano non per far marciare il Nord ma per finanziare il Sud assistenzialista e sprecone, dalle pensioni di invalidità alle opere eternamente in cantiere, dalle nuove e false professioni per tirare a campare alle solite emergenze che giù non mancano mai: l'emergenza rifiuti, l'emergenza criminalità, l'emergenza acqua. Ma il Nord sembra stufo di finanziare emergenze in eterno. Specie con questa Finanziaria.

:: Articolo di Francesco Anfossi pubblicato su L'Eco di Bergamo il 31.10.2006 ::


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